La critica
Roberta Torre




Una geografia di corpi pulsanti attraversa l'immaginario filmico di Roberta Torre. Ed è attraverso essa che si disloca la sua scrittura. Scrivere il corpo equivale a scrivere la storia, la sua atavica attualità.

Teresa Macrì


…Torre lavora sul frammento di testimonianza annullando le regole del documentario e del reportage.

Cristiana Paternò, L'Unità


Ha iniziato a filmare in superotto e, come un alchimista, ha voluto sperimentare linguaggi estremi, contaminazioni tra pellicola, a volte colorata e graffiata a mano, video e fotografia. I suoi ritratti sono il risultato di un lavoro appassionato e mai speculativo, lontano anni luce dal cinismo sentimentale della televisione.

Marco Olivetti, La Repubblica


…una cifra, un'attitudine sarcastica o impertinente o divertita nel dare forma a queste realtà e a questi personaggi. Ma c'è anche l'inverso, iniezioni di invenzione paradossale su dei contesti reali, scoprendone il ridicolo. Una tendenza alla falsificazione del reale, anche per smitizzarlo.

Bruno Roberti, Filmcritica

L'ostinata volontà di raccontare, dare voce alla memoria orale, quella che occupa non a caso spazi marginali nei libri di Storia, così presente nei video di Roberta Torre, riflette un rapporto con l'immagine non fine a se stesso, né compiaciuto nella ricerca di effetti speciali. Si percepisce una tensione a recuperare un senso che rimanda alla vita che c'è dietro e non si ferma sul filo delle due dimensioni.(…)Lo scenario è quello di Palermo, città di elezione di Roberta Torre, dove i paesaggi nella loro asprezza diventano metafora dei rapporti umani, dove la mancanza di edulcorazione del territorio funziona come dispositivo di messa a nudo della condizione di chi lo vive.

Emanuela De Cecco, Flash Art